Dramma per musica in tre atti

Musica di George Frideric Handel, completata il 12 Febbraio 1730

Libretto anonimo, da Silvio Stampiglia

Prima rappresentazione: 24 Febbraio 1730, King's Theatre di Haymarket, Londra 

Cast della prima:

Partenope: Anna Maria Strada del Pò, soprano 
Rosmira:
Antonia Maria Merighi, contralto 
Arsace:
Antonio Maria Bernacchi, castrato mezzo-soprano
Armindo:
Francesca Bertolli, mezzo-soprano 
Emilio:
Annibale Pio Fabri, tenore 
Ormonte:
Johann Gottfried Riemschneider, basso 

Orchestra:
tromba, 2 corni, 2 flauti traversi, 2 oboi, fagotto, viola, archi e basso continuo

Note:
7 rappresentazioni nella stagione. 
Nel dicembre 1730 Handel riprese Partenope per 7 spettacoli, con alcune revisioni e una nuova aria per
Senesino. Fu ripresa anche nel 1736 per 4 spettacoli. Nel febbraio 1731 fu data a Brunswick (Germania) in italiano, e il  20 Aprile 1732 fu eseguita a Wolfenbüttel per il compleanno dell'Imperatore Carlo VI.

Il 12 febbraio 1730 la partitura di questa nuova opera era terminata, dopo aver prodotto l'Opera LOTARIO, ottenendo la sua rappresentazione 12 giorni dopo al King's Teatro dell'Haymarket di Londra.

Teatro Haymarket - Londra

Il libretto di Silvio Stampiglia, che aveva esercitato la sua attività a Vienna come poeta della Corte Imperiale, era stato messo in musica nel 1699 a Napoli da Luigi Mancia e nello spazio di mezzo secolo il testo ispirò almeno 16 compositori, tra cui notamente Caldara, Vivaldi, Porpora e Vinci. E' molto probabile che Handel drante il suo soggiorno a Venezia ebbe modo di ascoltare la PARTENOPE di Leonardo Vinci, che scrisse questa opera per il carnevale del 1725, e che si fosse convinto dell'efficacia del libretto. E' possibile anche che la partitura di Vinci, o per lo meno il libretto figurasse fra le numerose partiture e libretti che Handel, come si sa, aveva raccolto dall'Italia. 

La sirena Partenope

Il testo di Stampiglia segna una netta rottura con la pratica fino a quel momento in vigore di chiedere in prestito i soggetti alla storia o alla leggenda.  Non vi sono grandi cose che possano richiamare Partenope, l'ultima delle Sirene che incontrò Ulisse nella sua Odissea; questa Partenope fu, come ci relazione lo storico Strabo d'Amaseia (circa il 64 avanti Cristo - 19 dopo Cristo) la fondatrice e prima Regina di Napoli.

Nell'opera Partenope, Regina di Napoli, è corteggiata da tre pretendenti. Il rifiuto di due fra oro da parte della Sovrana è il ruolo tragicomico impartito a costoro. Partenope è in guerra con uno di  loro, Emilio, Principe dei Cumani. Nella battaglia - la musica marziale di Handel non deve essere presa troppo ul serio - viene vinto e fatto prigioniero. 

Veduta di Napoli XVIII

Partenope gli accorda tuttavia la libertà offrendogli non il suo amore, ma la sua amicizia. 

La Regina preferisce Arsace, senza però sapere che lui aveva abbandonato la sua fidanzata Rosmene, Principessa di Cipro. Camuffata nei panni di un Principe armeno, Rosmene si presenta sotto il nome di Eurimene per vendicarsi dell'infedele volendo impartirgli una lezione. Rosmene umilia l'incostante Arsace conservando quasi fin dall'inizio il suo segreto. 

Per finire c'è Armindo, Principe di Rodi, che esce vincitore da questo intreccio amoroso.

Non vi è nella musica di Handel molte tracce del tono patetico ed eroico che caratterizza altrove la sua opera. Con tutte le risorse della sua immaginazione musicale, egli è riuscito a esprimere delicatamente in linguaggio sonoro le diverse emozioni amorose. 

Hogart - Scena dalla Beggar's opera

Egli aveva compreso la lezione degli attacchi della "Beggar's Opera", che era stata diretta contro di lui. Ma al tempo stesso ne era stimolato dalle innovazioni che aveva scoperto in Italia e le aveva perfettamente incorporate come lo mostrano le arie, al suo proprio stile. 

E' così che nella prima metà delle arie riduce l'orchestra ad una tessitura a due voci. Handel approfittò dell'occasione per mettere particolarmente in risalto i solisti nuovamente ingaggiati ed accumulò nelle parti ricche in vocalizzi dei due personaggi femminili e nel ruolo di castrato d'Arsace delle difficoltà alle quali non si era mai arrischiato prima.

A dispetto di tutti i suoi sforzi, il successo non fu così eclatante come Handel aveva sperato. Ciò però proveniva nè dal testo nè dalla musica.

L'interprete del ruolo di Arsace, il castrato Bernacchi, preceduto da una grande reputazione, non fu all'altezza delle esigenze del suo ruolo, ed il pubblico londinese aveva ancora ben fresco nella memoria il ricordo del grande Senesino.

La PARTENOPE di Handel fu allestita fina dal 1731 a Brunswick e l'anno successivo a Wolfenbuttel. Nel 1733 l'opera fu cantata in Germania ad Amburgo. Il libretto tedesco data una ripresa dell'opera anche nel 1736. Reinard Keiser, allora direttore musicale dell'Opera di Amburgo, aveva ricreato i recitativi che, per facilitare la comprensione al pubblico, furono cantati in lingua tedesca.

L'opera PARTENOPE di Handel fu data sotto la direzione del compositore il 24 Febbraio 1730 al King's Theatre di Haymarket di Londra. Bisogna immaginare  che all'epoca le rappresentazioni d'opera a Londra assomigliavano a quelle che sono oggi leIl castrato Pasqualini incoronato da Apollo nostre serate concert.

 Non ci si attaccava troppo allo sfarzo delle decorazioni e dei costumi (mentre era il caso dell'Europa Continentale): ciò che contava innanzitutto era l'ingaggio dei più celebri cantanti d'Europa, ai quali si era disposti a pagare dei cachets molto alti. 

In una esecuzione d'opera, l'accento era tutto concentrato sulle arie, nelle quali le prime donne ed i castrati potevano brillare. Anche la scena era considerevolmente ingrandita in direzione dell'auditorio ed il cantante si trovava praticamente in mezzo agli spettatori, quando eseguivano le proprie arie. 

Per questo, si era distolti dal decoro in modo che si sopprimeva la tensione drammatica, ma questa mancanza era controbilanciato dall'arte del comportamento da tenere in esibizione, dalla gestualità, che sapevano rendere visibili tutti i sentimenti contenuti in un'aria. 

Questi gesti erano allora talmente ancorati alle convenzioni, esattamente come il caso per la prassi d'esecuzione musicale ed erano queste convenzioni stesse applicate con gusto e talento che facevano la particolarità, l'originalità e di conseguenza la qualità della rappresentazione.

Rispetto la versione della creazione del 1730 e quella che 12 giorni varcò in debutto a Teatro, ci sono state delle variazioni, che Handel tuttavia non  consegnò al suo autografo. Si possono comunque dedurle dal raffronto col libretto messo a disposizione del pubblico a partire dal 24 febbraio: analizzando ci si rende conto delle differenze, anche chiamando in causa le altre due partiture che si trovano ad Amburgo (Staats und Universitatsbibliotethek, Chrysander-Nachlass).

Le partiture furono usate quando diverse esecuzioni (febbraio 1730, dicembre 1730, 1737) e portano tutte anche delle tracce di adattamenti ogni volta fossero necessari alle circostanze, ma nessuna di queste modifiche copiature, trasposizioni, cambiamenti d'rdine nell'ordine dei numeri o anche cambio di certe arie fra i differenti ruoli non sarebbe passato come un miglioramento rispetto il manoscritto. Le partiture mostrano un vero mosaico di differenti versioni, ma rimontano tuttavia tutte e due alla prima esecuzione dell'opera.

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A cura della Triade

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Con la partecipazione di Rodrigo

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