Eseguita live da 

 

 

 

dalle trascrizioni di J. Walsh per solo cembalo

 

 

 

 

Si ringrazia infinitamente Michele Barchi della concessione

per il sito GFH, quale terzo elemento accanto a 

haendel.it e handelforever.com

Masque in tre atti

 Musica di 

George Frederich Handel

Acis and Galatea, catalogata come, risale al periodo in cui Handel soggiornò nella dimora di James Brydges, Duca di Chandos, a Cannons, dal 1717 al 1719 circa, dove ricoprì il ruolo di direttore musicale. E' classificato come masque (breve spettacolo tipicamente inglese, di corte, in cui si mescolano recitazione, canto - solista e corale - danza, portato ai massimi splendori da Purcell). Acis and Galatea è una favola pastorale, che poteva essere inscenata o data in forma di concerto, con un tema tratto dalla mitologia greca. Il libretto di John Gay, a cui collaborarono Alexander Pope e John Hughes, è tratto molto fedelmente dalle Metamorfosi di Ovidio.

Già durante il suo soggiorno italiano, dieci anni prima a Napoli, Handel aveva composto una serenata per il matrimonio del Duca d'Alvito, feudatario di Cassino, fiduciario dell’Imperatore e di Re Carlo III di Spagna, chiamata ACI, GALATEA E POLIFEMO, HWV 72, basata sullo stesso mito, ma fu la versione inglese ad ottenere un successo popolare e Handel ne produsse parecchi spettacoli, in varie versioni. 

La versione italiana consiste in una serenata a tre, per soprano contralto e basso, con una gran ricchezza strumentale (flauto, oboe, 2 trombe, 2 violini, viola, 2 violoncelli e basso continuo). 

Dean vede questa versione molto superiore a quelle successive inglesi, sia da un punto drammatico, in particolar modo per la forza emozionale che Handel affida al personaggio Polifemo, sia per varietà strumentale e sia per un solido intreccio armonico. ACI, GALATEA E POLIFEMO, sebbene definita serenata, comunque può vedersi come una piccola opera teatrale in un solo atto, su un soggetto che evidentemente Handel amò molto, visto che la partitura la riprese in mano almeno altre tre volte. 

Nella versione italiana è il ciclope il vero protagonista, figura presentata con un linguaggio musicale descrittivo: infatti le sue gigantesche dimensioni non umane e la sua forza si contrappongono alle effusioni di Aci e Galatea. 

E’ comunque da osservare che mancando di coro, questa serenata italiana non riesce a rafforzarsi formalmente rispetto le versioni inglesi. Winton Dean osserva che “Se si vuole analizzare schematicamente questa serenata, sia per la varietà orchestrale (Handel introduce le trombe e gli oboi nei recitativi ed affida ad un’aria l’accompagnamento dell’organo solista, e ad un’altra un obbligato dei 2 violoncelli), sia per gli azzardati esperimenti armonici (come ad esempio la prima aria di Galatea “Sforzano a piangere con più dolor”) e sia, infine, per l’incredibile varietà emozionale affidata a Polifemo (nelle arie gli intervalli amplissimi stanno quasi ad evidenziare le eccezionali proporzioni fisiche del gigante), si noterà come l’intero impianto musicale sia più commovente, immediato ed azzeccato, di quanto non lo sarà la versione inglese"

Sforzano a piangere con più dolor

Manca comunque l’azione scenica: i tre personaggi sono fermi in scena in ACI, GALATEA E POLIFEMO. All’inizio vi è un duetto di Aci e Galatea, dove cantano le loro pene d’amore: Galatea rivela all’amato la persecuzione di Polifemo, che tenta con qualsiasi mezzo di spingerla ad unirsi a lui. Mentre Aci si tormenta per la gelosia e la preoccupazione, Galatea l’avvisa che sta giungendo il crudele mostro, e lo induce a fuggire per non incorrere nella sua ira. Giunto Polifemo, che assale Galatea con la minaccia di farla sua a forza e di ridurla a chiedere pietà, si palesa la fermezza della ninfa a cui si aggiunge la difesa di Aci. Il pastore sfida il ciclope a vendicarsi di lui, a patto di lasciare libera Galatea. Nel drammatico istante in cui Polifemo afferra la ninfa, invano difesa da Aci, per violarla, l’intervento divino di Nereo/Nettuno, la salva riportandola in mare. Qui la ninfa afflitta cerca la morte incontro ai mostri marini: qu esti tuttavia la risparmiano ed ella canta il suo dolore ad Aci, rimasto solo sulla riva. Mentre Polifemo sale sulla cima di un monte, sovrastante il mare, Aci persuade la ninfa ad uscire dalle acque per unirsi a lui. Polifemo rivale assiste all’amplesso dei due amanti e si vendica facendo rotolare dalla cima un masso, che travolge Aci uccidendolo. Polifemo si slancia allora giù dal monte, volendo sorprendere Galatea: ma questa, dopo averlo sfidato, si lancia in mare e prega il padre di trasformare Aci in un fiume, così da poterne accogliere le acque quando esse giungeranno al mare. La metamorfosi è accompagnata dal canto di Aci che, pur lagnandosi del crudele fato, esterna ancora il suo amore sperando di riunirsi all’amata; Polifemo, nuovamente sconfitto, canta  nel terzetto finale con Aci e Galatea: è la costanza l’elemento fondamentale dell’amore. 

La prima esecuzione avvenne presumibilmente presso la dimora del conte di Carnarvon, che ottenne in quel periodo il titolo di duca di Chandos, a Cannons che si trova a nordovest di Londra, nel maggio del 1718. La partitura originale prevedeva un Coro di pastori e pastorelle e quattro personaggi:

Acis (tenore)  

Galatea (soprano)

Damon (tenore)

Polyphemus (basso)  

ma non si conoscono gli interpreti di quella rappresentazione privata. La prima rappresentazione pubblica in un teatro londinese avvenne il 26 marzo 1731 al Theatre Royal di Lincoln's Inn Fields, a beneficio del tenore Philip Rochetti. Handel inserì la figura di Coridon, che manca nel testo originario:

Acis: Mr. Philip Rochetti, tenore 

Galatea: Mrs. Wright, soprano 

Polifemo: Mr. Richard Leveridge, basso 

Coridon: Mr. Legar [o Laguerre] 

Damon: Mr. Thomas Salway, tenore 

Bisogna sapere che il 17 e 19 maggio del 1733 andò in scena al New (Little) Theatre di Haymarket l'Acis and Galatea di Handel, ma senza la sua autorizzazione. Le compagnia che promosse l'impresa era capitanata dal padre del compositore Thomas Augustine Arne, Thomas senior, e si avvaleva della collaborazione dei figli, in particolare di Susanna, futura Mrs Cibber, che in seguito si esibì in molte produzioni handeliane; ecco il cast:

Acis: Thomas Mountier

Galatea: Susanna Arne

Damon: Susanna Mason

Polifemo: Gustavus Waltz

Come si può notare c'era il basso Gustavus Waltz, il "cuoco" di Handel. La compagnia metteva in scena delle produzioni inglesi, pescando il materiale dove e come potevano, non esitando a piratare lavori di altri.

La reazione del sassone non tardò: il 5 giugno 1732 il King's Theatre reclamizzava:

"Una Serenata chiamata Acis e Galatea. Precedentemente composta da Mr Handel, e ora revisionata da lui, con molte aggiunte; e realizzata da un gran numero delle migliori Voci e Strumenti."

Per essere sicuro di attirare il pubblico al suo spettacolo sottraendolo alla compagnia rivale, Handel aveva pensato bene di offrire un potente richiamo dato dai suoi cantanti italiani, ben più famosi degli sconosciuti Arne. Inoltre rimaneggiò pesantemente la partitura fondendola con la serenata ACI, GALATEA E POLIFEMO del periodo napoletano e aggiunse parecchi personaggi. Così il 10 giugno andò in scena una Acis e Galatea ibrida (HWV 49B), con elaborate scenografie ma senza azione: ecco il cast di quella rappresentazione

Acis: Signor Senesino, castrato contralto

Galatea: Signora Strada, soprano

Polifemo: Signor Montagnana, basso

Damon: Signor Campioli, castrato contralto

Clori: Mrs Robinson, soprano

Silvio: Signor Pinacci, tenore

Filli: Signora Bagnolesi, contralto

Dorinda: Signora Bertolli, mezzo-soprano

Eurilla: Mrs Davis, soprano

Da notare che nelle diverse rappresentazioni si modifica anche il ruolo di Acis, che passa da tenore a contralto castrato a controtenore (nella serenata, si è visto, il ruolo era di un soprano). Polifemo ha sempre il ruolo di basso ma, probabilmente perché non fu mai rappresentato da un cantante famoso, il personaggio non compare nel titolo.  

Nonostante qualche perplessità per la cattiva dizione dei cantanti nelle parti inglesi, fu un grande successo e la compagnia rivale dovette subito sospendere la "sua" Acis. Ancora una volta Handel aveva piegato i rivali, ma così aveva pure generato un "mostro" bilingue nel quale scompariva tutta la grazia, la raffinata poesia musicale delle favole, quella italiana e quella inglese, originali a favore di un grottesco "guazzabuglio" linguistico.

L'anno seguente per un'esecuzione ad Oxford, Handel rimaneggiò ancora la partitura, ma il sistema bilingue rimase ancora qualche anno fino al 1739 quando, venuti meno i cantanti italiani, la versione mista venne abbandonata per tornare a quella interamente inglese. Il 1733 fu un anno difficile per Handel che si trovò a dover fronteggiare un grave colpo messo a segno contro di lui dalla compagnia rivale, l'Opera della Nobiltà che in pratica gli aveva sottratto tutti i suoi più famosi cantanti: solo la Strada rimase con lui (in effetti pare che l'Opera della Nobiltà non la volle). Lang sostiene che:

"Durante un soggiorno di una settimana ad Oxford per ricoprire il ruolo del basso dovette promuovere il suo cuoco Gustavus Waltz dalla cucina al palcoscenico. Si è parlato molto di questa mossa "disperata", ma l’unica prova che ne dimostrerebbe la verità è un riferimento forse scherzoso di Handel al «mio cuoco» Gustavus Waltz. Naturalmente è possibile che l’ospitale e generoso Handel avesse offerto un posto a Waltz, un tedesco emigrato e senza lavoro. Waltz aveva un’educazione musicale, ma era un attore più che un cantante e certo non era in grado di sostituire Montagnana; eppure cantò in ruoli importanti di basso, con evidente soddisfazione dell’autore. Il cast era completato dal soprano signora Weight e dal tenore Philip Rocchetti che aveva già cantato in Aci e Galatea; c’erano inoltre Thomas Salway, un tenore molto popolare, e il controtenore Walter Powell, uno studente locale meritevole che si era unito alla compagnia per la durata del soggiorno a Oxford. Così tutti i cantanti di Handel, salvo la Strada, erano inglesi". 

Ecco il cast di quella rappresentazione:

Acis: Walter Powell, controtenore

Galatea: Anna Strada, soprano

Polifemo: Gustavus Waltz, basso

Dorino: Philip Rocchetti, tenore

Clori: Mrs. Wright, soprano

Filli: Thomas Salway, tenore

Sylvio: Thomas Salway, tenore

Eurilla: Mrs. Wright, soprano

Da notare che in questa esecuzione Acis era un controtenore.

Aci e Galatea, by Poussin

Argomento

Aci è un bellissimo pastore amato dalla ninfa Galatea, che per lui ha sdegnosamente respinto l'amore del ciclope Polifemo. Un coro di pastori preannuncia l'incontro dei due giovani innamorati, che entrano in scena cantando ciascuno un'aria in cui è espresso l'amore per l'altro e, infine, un duetto in cui si promettono fedeltà eterna. 

Preannunciato da un coro di pastori atterriti, giunge Polifemo, che sempre innamorato di Galatea, esprime il suo furore per l'amoroso abbandono dei due giovani gridando e sradicando alberi. Preannunciato da un coro di pastori atterriti, giunge Polifemo, che sempre innamorato di Galatea, esprime il suo furore per l'amoroso abbandono dei due giovani gridando e sradicando alberi.

Su suggerimento dei pastori diventa gentile e corteggia Galatea. Aci, nonostante Galatea lo preghi di desistere, sfida a duello Polifemo, che, staccato un pezzo di rupe, la getta addosso al rivale uccidendolo. Galatea piange la scomparsa dell'amato; i pastori le suggeriscono di trasformarlo in una fonte d'acqua che possa perennemente cantarle il suo amore.

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A cura di

GFH

con integrazione da haendel.it

 

 

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