Una breve analisi sulle

SIX LESSONS FOR THE HARPSICHORD

Per iniziare, gradirei rinnovare i miei ringraziamenti alla Sig.ra Paola Nicoli Aldini non solo per la sua scrupolosa dissertazione sulle composizioni di Pier Giuseppe Sandoni (vedi qui), ma soprattutto per l'accurata esecuzione dell'opera tastieristica del compositore in questione.

Merita un breve analisi sulle composizioni tastierische settecentesche edite e inedite  di Sandoni, sparse tra biblioteche private e pubbliche.

 

Delle Six lessons for the harpsicord vi sono varie edizioni settecentesche:

 

1) Cantate da Camera e sonate per il cembalo, con data attribuita al 1727

   che, secondo alcuni musicologi, sembra molto pertinente la data attribuita;

 

2) Six Setts of Lessons for the Harpsichord (c.1745c.), pubblicate dall'editore

   Simpson;

 

3) Six Setts of Lessons for the Harpsichord (c.1765), pubblicate a Londra

  dall'editore Bremner;

 

4) Altre versioni delle Six Lessons, Arie, Six Setts of Lessons for the Harpsichord, collezioni di biblioteche private Austria, Danimarca.

 

Le Six Setts si suppone siano state composte proprio per "ingraziarsi " il pubblico Londinese. 

Mai un compositore italiano si sarebbe permesso componendo in suolo italiano e successivamente estero una "forma " con la dicitura di Lessons. Ciò da conferma anche non solo per ingraziarsi il pubblico, ma anche per esigenze commerciali.

Si pensi addirittura alla fama di Pergolesi in inghilterra, attribuendogli le 8 Lessons for the Harpsicord (opera pubblicata a Londra nel 1770). In materia si rinvia alla completa ed esauriente introduzione alle Pieces de Clavecin di Carlo Ignazio Monza, in quanto argomento non pertinente in questa sede.

Nelle Lessons di Sandoni in questione si sente un apparente processo di assimilazione dello stile Inglese, specie in alcuni movimenti delle Lessons, specie nella Terza Lesson, la Battaglia, Kittle drum and trumpets che risentono da lontano degli echi Handeliani.

Successivamente con il grande successo che ebbero a Londra le 8 Lessons for the harpsichord di Domenico Alberti, si assiste a una evoluzione stilistica di Sandoni, si passa infatti da movimento di danza a vere proprie sonate influenzate proprio dal vero sonatismo di Domenico Alberti, in proposto si rinvia alla sonata in sol maggiore e a quella in do maggiore dove il basso albertino ne fa da padrone. 

Le sonate in questione appartengono alla seconda pubblicazione dell'opera tastieristica di Sandoni.

 

La Sig. ra Paola Nicoli Aldini ha operato una scrupolosa comparazione delle Lessons di Sandoni, quelle ancora appartenenti ancora agli stilemi barocchi, con l'edizione Londinese e con quella della collezione privata sempre attribuibile alle prime decadi del XVIII° secolo. 

 

Si rammenta, infine, che esiste un'edizione in fascicoli edita dalla Società Anonimi Notari c.1921, curata da F. Ballilla Pratella, con titolo "Sonate per cembalo di Pier Giuseppe Sandoni"

 

Quest'ultima è stata utilizzata ultimamente da qualcuno su youtube nelle proprie esecuzioni, ma si rammenta che l'esecuzione fatta da costui, differisce sia per la disposizione numerica delle sonate, sia, soprattutto, per la diversità nell'impiego di abbellimenti, presenti nell'edizione settecentesca e mancanti nell'edizione di Anonimi Notari: si rinvia in proposito alla Allemanda della Quarta Lesson, e alla Sarabanda delle Sesta Lesson: si notano infatti altre piccole differenze, ma meglio goderci l'esecuzione della Sig.ra Paola, giacchè forse l'esecutore di youtube ha dato un po' troppo della "sua creatività", discostandosi completamente dalla "filologia del testo" musicale."

La Triade

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GFHbaroque.it

Ultimo aggiornamento: 29-03-13

 

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